top of page

Recesione - Tutto ciò che sappiamo di Tnoi due

  • 1 gen 2016
  • Tempo di lettura: 4 min

Cari lettori,

eccomi qui con un’altra delle mie recensione!

Potete già trovare sul sito il mio parere su “Tutto ciò che sappiamo dell’amore”, primo romanzo della serie “Slammed” di Colleen Hoover, e mi raccomando se non avete letto quel libro non continuate a leggere questo post!

Torno infatti oggi per parlarvi del secondo volume della saga intitolato “Tutto ciò che sappiamo di noi due", uscito recentemente qui in Italia.

Chi ha letto l’altra mia recensione sa bene quanto io abbia amato, adorato e davvero, davvero, davvero apprezzato il primo libro della serie, di conseguenza è inutile dirvi che ho iniziato questo secondo romanzo con delle aspettative di dimensioni galattiche e mi spiace comunicarvi che purtroppo sono rimasta un po’ delusa.


Ma con calma, cominciamo dall'inizio.

Titolo: Tutto ciò che sappiamo di noi due (#2)

Autore: Colleen Hoover

Editore: Fabbri Editore

Il mio voto:

Trama:

Riguardo alla trama vi svelo poco anche perchè la Hoover da questo punto di vista, proprio come aveva fatto con il suo primo romanzo, imposta la storia su un succedersi continuo di eventi, tuttavia questa volta a mio parere leggermente più prevedibili rispetto a “Tutto ciò che sappiamo dell’amore”.


Il libro si apre con degli innamorati Will e Layken, che si prendono cura dei rispettivi fratellini Coulder e Kel, e che si sono avvicinati ancora di più ad Eddie e Gavin stringendo con loro un’amicizia profonda.

"And no, I don’t need days, or weeks, or months to think

about why I love you.

It’s an easy answer for me.

I love you because of you.

Because of

every

single

thing

about you."

“E no, non ho bisogno di giorni, o settimane, o mesi per pensare al perchè ti amo. E’ una risposta semplice per me. Ti amo perchè sei tu. Per ogni singola cosa di te.”

(Questa è la mia traduzione di questo passaggio del libro, mi spiace non potervi citare esattamente la versione italiana ma io ho letto il libro in lingua originale)

La vita di Lake è sicuramente diventata frenetica, può ormai dire con certezza di essere entrata a far parte del mondo degli adulti dopo che la mamma si è spenta in seguito ad una lunga malattia, e così da semplice adolescente si ritrova a doversi dividere tra università e faccende domestiche.


Fin dall’inizio del romanzo fanno la loro comparsa nuovi personaggi come l’originale Kiersten, prima cotta del piccolo Kel; Reece, il migliore amico di Will; Vaughn, la famosa ex di Will che ricompare improvvisamente in questo secondo romanzo scombussolando tutta la faccenda.


Cosa ne penso:


Allora, parto con il dirvi che come tutti i romanzi di questa autrice anche questo si legge velocemente, è scorrevole e di base una lettura piacevole che di certo sa come far sorridere.


“Okay. Would you rather I looked like Hugh Jackman or George Clooney?” “Johnny Depp,” she says. She answers a little too fast for my comfort. “What the hell, Lake? You’re supposed to say Will! You’re supposed to say you want me to look like me!” “But you weren't one of the options,” she says. “Neither was Johnny Depp!”

“Okay. Preferiresti che io assomigliassi ad Hugh Jackman o George Clooney?”

“Johnny Depp” dice lei.

Risponde un po’ troppo velocemente per i miei gusti. “Che cavolo, Lake? Avresti dovuto dire Will! Avresti dovuto dire che vorresti che io fossi me stesso!”

“Ma non eri una delle opzioni!”, dice lei.

“Neanche Johnny Depp!”

(Ancora una volta questa qui è una mia traduzione, la citazione vera e propria del libro è quella in inglese)


In primis ho adorato il fatto che la storia sia raccontata dal punto di vista di Will e non di Lake, cosa che mi ha permesso di conoscere meglio il protagonista maschile, sopratutto a livello psicologico.

Un’altra cosa che fin dall’inizio ho trovato dolcissima è il fatto che ogni sera quando si siedono a tavola per la cena i vari personaggi parlano di un aspetto positivo e di uno negativo della giornata, e c’è Coulder che costantemente rimprovera il fratello più grande perchè continua a dire che il momento più bello della giornata è essere a tavola con tutti loro.


Adoro anche il titolo, perchè penso sia perfetto (non c’è che dire la Hoover azzecca sempre i titoli delle proprie opere!). Ovviamente parlo del titolo in lingua originale (perchè ad essere sinceri quello dell'edizione italiana mi dice poco), ad ogni modo “Point of retreat” è traducibile con punto di ritirata; una parte di me vorrebbe tremendamente spiegarvi cos’è questo punto di ritirata ma farei spoiler e quindi mi obbligo a tacere a tal riguardo (ma ricordatevi di me se leggerete il libro quando capirete il significato del titolo!)


Arriviamo dunque a ciò che mi ha deluso.


Di base non riesco ad individuare degli aspetti del libro che non mi siano piaciuti, forse questo mio non esserne completamente innamorata della storia deriva dal fatto che mi aspettavo semplicemente di più, ma una cosa che più di tutte mi ha infastidita è lo spazio lasciato allo slam, ovvero alla poesia, relegata purtroppo in secondo piano in questo secondo romanzo.

Detto ciò mi placo.


Sia chiara una cosa: il libro mi è piaciuto e vale assolutamente la pena leggerlo (quindi fatelo!) però vi avverto anche che la magia di “Tutto ciò che sappiamo dell’amore” in “Tutto ciò che sappiamo di noi due” talvolta viene meno.


Grazie a tutti voi che avete letto e siete riusciti ad arrivare alla fine anche perchè mi rendo conto che questa recensione è leggermente delirante e di certo non la mia migliore, quindi grazie per avermi sopportata!


Alla prossima, Irene

(e butterfly a tutti voi! Chi ha letto il libro capirà ahahah).



Commenti


bottom of page