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Recensione - Il linguaggio segreto dei fiori

  • 1 gen 2016
  • Tempo di lettura: 4 min

Cari lettori,

oggi vi voglio parlare di un romanzo che mi ha fatto piangere, mi ha fatto sorridere, ma sopratutto mi ha fatto riflettere. In particolare penso mi abbia colpita perchè mi sono sentita molto vicina alla protagonista sopratutto dal punto di vista caratteriale.

“Il linguaggio segreto dei fiori” di Vanessa Diffenbaugh è una vera e propria chicca letteraria, un romanzo dolcissimo adatto ad un pubblico molto ampio sia di donne che di uomini.


Titolo: Il linguaggio segreto dei fiori


Autore: Vanessa Diffenbaugh


Editore: Garzanti


Il mio voto:



Trama:


L’originalità del libro si può notare già a partire dal modo in cui il romanzo è impostato: la storia è narrata dal punto di vista di Victoria, la nostra protagonista, ma il tempo si alterna, nel senso che in un capitolo è la Victoria del presente a parlare e nel capitolo dopo la protagonista ci apre una finestra sul suo passato.


Victoria è una ragazza orfana che è stata sballottata per tutto il corso della sua vita da una famiglia all’altra e da una comunità all’altra senza mai trovare una vera e propria casa. La storia si apre con la nostra protagonista che compie 18 anni e che per la legge è quindi diventata un’adulta indipendente e capace di provvedere a sè stessa autonomamente.


Ma Victoria è una ragazza che ha problemi ad interagire con le persone, è molto chiusa e il contatto fisico la infastidisce o meglio la turba profondamente. L’unico modo con cui riesce davvero ad esprimere se stessa è il linguaggio dei fiori.


Ma cos’è questo linguaggio dei fiori? Ebbene, per me è stata una piacevole scoperta, non ne avevo mai sentito parlare. A quanto pare in età vittoriana gli amanti si scambiavano messaggi segreti donandosi l’un l’altro fiori che avevano significati specifici. Ad esempio il cardo è simbolo di misantropia, il girasole false ricchezze, la fresia amicizia duratura e così via...

Victoria si ritrova così catapultata in una vita in cui non possiede niente nè conosce nessuno e in cui sembra che le uniche cosa che la facciano stare davvero bene siano i fiori e così inizia a lavorare come fioraia per una dolce signora che ho adorato per tutto il corso del romanzo.


Ma Victoria non è sempre stata sola, c’è stata una persona che le ha voluto molto bene in passato e per cui lei stessa ha provato un affetto profondo, ed è proprio la donna che le ha trasmetto la passione per i fiori, il suo nome è Elizabeth ed è, lungo il corso di tutto il romanzo, una figura chiave.

La nostra protagonista cerca quindi di arrancare in questa nuova vita che la porta a fare la conoscenza anche di un giovane ragazzo di nome Grat.


“ Sono più un tipo di ragazza cardo-peonia-basilico", aggiunsi.

"Misantropia, rabbia, odio" disse Grant "Mmm".

Gli voltai le spalle "Sei stato tu a chiederlo".

"C’è dell’ironia in tutto questo, non credi?" commentò Grant guardando le rose intorno a noi. Erano tutte fiorite e non ce n’era nessuna gialla "Sei ossessionata da un linguaggio romantico, inventato per far comunicare gli innamorati, e lo usi per diffondere ostilità"


Ma Victoria nasconde qualcosa, ogni giorno si trascina dietro questo segreto che le pesa sul cuore quanto un macigno, un segreto che la tiene ancorata al passato e che non le permette di andare avanti, un segreto che la logora giorno dopo giorno...


Cosa ne penso:


Immagino che da come ve ne ho parlato abbiate ben capito che ho amato questo libro sotto ogni aspetto.

Lo stile adottato dalla scrittrice è sublime e permette di immergersi pienamente nelle vicende, tanto che mi ha fatto commuovere in diversi punti, in particolare mi hanno colpita alcune riflessioni di Victoria che ho trovato molto vicine a me e a delle esperienze passate ma che davvero a mio parere riuscirebbero anche a far intenerire un muro.


La storia è perfetta, è uno di quei libri in cui non cambierei assolutamente nulla, la trama è originale ed imprevedibile.

Inoltre l’autrice è stata, a mio parere, bravissima a descrivere Victoria, il contesto in cui vive e poi a farla agire, a farle prendere decisioni e a farla comportare in modo coerente e molto realistico in relazione a quello che è il suo passato.

Vanessa Diffenbaugh, probabilmente anche grazie alle proprie vicende personali, parla di un tema molto delicato, quale la condizione dei bambini orfani, in modo realistico, crudo, ma che colpisce il lettore e fa di sicuro riflettere.


Tuttavia a mio parere la chicca del libro è il modo in cui l’autrice riesce ad alternare le vicende in relazione ai fiori, si, perchè grazie a questo romanzo ho appreso molto cose che non sapevo nè immaginavo sui fiori, ma sopratutto la scrittrice è riuscita a farmi appassionare ad un qualcosa a cui avevo sempre fatto caso con superficialità.

Vi comunico ufficialmente che probabilmente non sarò più in grado di regalare un mazzo di fiori senza pensare al significato che si cela dietro a quelle piante ahahah


Tra l’altro alla fine del libro l’autrice ha inserito il dizionario di Victoria, fornendo così a tutti noi lettori il significato di una buona parte di fiori.


E’ davvero un romanzo in cui c’è di tutto, nel senso che si alternano tutta una serie di sentimenti ma senza mai essere confusionario: abbiamo amore, affetto, rabbia, odio.

Tra l’altro la casa editrice, che è la Garzanti, ha avuto la splendida idea di pubblicare il libro con copertine differenti, ovvero con fiori differenti, io ho una bellissima gerbera simbolo di allegria.


Probabilmente mi porterò per sempre nel cuore questo libro che ha già un posto d’onore all’interno della mia libreria; davvero ragazzi leggetelo perchè è un vero e proprio capolavoro.


In seguito a questa mia recensione delirante vi lascio in pace a godervi il vostro Natale, ancora auguri!


A presto,

Irene.


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